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Check list - Stress lavoro correlato

Il D.Lgs 81/08 in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, ha introdotto l’obbligo di valutazione dello stress lavoro correlato in tutte le aziende secondo i contenuti dell’Accordo Interconfederale per il recepimento dell’accordo quadro europeo sullo stress lavoro-correlato.
   L’Accordo quadro europeo mira a promuovere la crescita di consapevolezza e comprensione delle stress da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei loro rappresentanti alzando l’attenzione sui segnali che potrebbero denotare problemi di stress lavoro-correlato.
   Lo scopo della valutazione del rischio stress lavoro correlato è quello di guidare e sostenere datori di lavoro e lavoratori nella riduzione del rischio attraverso l’analisi degli indicatori oggettivi aziendali e l’eventuale rilevazione delle condizioni di stress percepito dai lavoratori.
 
   La proposta di metodo di valutazione del rischio stress lavoro correlato ha valore di indicazione minima per le aziende, con particolare riferimento alle piccole e medie.
Fondamentale è, come per tutti gli altri rischi, l’assegnazione della valutazione ai soggetti della prevenzione aziendale: Datore di Lavoro, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, Medico Competente, oltre ad eventuali altri soggetti interni/esterni indicati dalle organizzazioni.
   La valutazione si articola in tre FASI principali:
FASE 1.  valutazione indicatori oggettivi di stress al lavoro (compilazione della check list);
FASE 2.   identificazione della condizione di rischio e pianificazione delle azioni di miglioramento;

FASE 3. valutazione percezione dello stress al lavoro dei lavoratori, attraverso compilazione di questionari di percezione, analizzati in modo aggregato (obbligatoria solo per rischio alto).

Pertanto nel corso dell’anno 2014 il Servizio di Prevenzione e Protezione ha concluso le FASI 1 e 2, con i risultati - comunicati alla Magnifica Rettrice, al Direttore Generale ed agli R.L.S. con nota prot. n. 1467 del 28/01/2015 - che di seguito si indicano:

- CONTESTO DEL LAVORO: punteggio totale 5

·         Scheda “funzione e cultura organizzativa” - compilata dal Datore di lavoro: 2

·         Scheda “evoluzione della carriera” - compilata dal Datore di lavoro: 3

·         Scheda “ruolo nell’ambito dell’organizzazione” - compilata dai R.L.S.: 0

 

- CONTENUTO DEL LAVORO: punteggio totale 4

·         Scheda “orario di lavoro” - compilata dal Capo Rip.ne Risorse Umane: 4

·         Scheda “ambiente di lavoro e attrezzature di lavoro” - compilata dai R.L.S. e dal Responsabile S.P.P.: 0

 

- INDICATORI AZIENDALI: punteggio totale 18 *

·         Scheda compilata dal Capo Rip.ne Risorse Umane: 16

·         Scheda compilata dal Medico competente: 2

 

I punteggi delle 3 aree sommati (secondo le indicazioni) hanno consentito di identificare il posizionamento nella TABELLA DEI LIVELLI DI RISCHIO.

AREA

TOTALE PUNTEGGIO PER AREA

 
 

CONTESTO DEL LAVORO

5

 

CONTENUTO DEL LAVORO

4

 

INDICATORI AZIENDALI  *

2

 

TOTALE PUNTEGGIO RISCHIO

11

 

 

* Se il risultato del punteggio è compreso tra 0 a 11, si inserisce nella tabella finale il valore 0

   Se il risultato del punteggio è compreso tra 12 e 26 si inserisce nella tabella finale il valore 2

   Se il risultato del punteggio è compreso tra 27 e 40 si inserisce nella tabella finale il valore 5

 
Pertanto attestandosi il punteggio ottenuto nel range di “rischio basso” (da 0 a 14 - 25%) e non evidenziando, l’analisi degli indicatori, particolari condizioni organizzative che possono determinare la presenza di stress correlato al lavoro, non è necessario avviare la “Fase 3 - valutazione percezione dello stress dei lavoratori”.

 


 

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