Dottorato di ricerca in Studi Internazionali

Cicli attivi XXIX-XXX-XXXI-XXXII-XXXIII-XXXIV

Durata prevista: 3 ANNI

Coordinatore: Prof. Luigi Mascilli Migliorini


OBIETTIVI FORMATIVI

Il Dottorato propone un percorso di ricerca che s’innesta sull’offerta didattica e sulle attività di ricerca del Dipartimento, collocandosi anche nella logica globale degli studi che caratterizza “L’Orientale”. L’obiettivo è affrontare lo studio della realtà contemporanea, sviluppando gli specialismi richiesti da una formazione dottorale, e offrendo anche una visione ampia, organica e interdisciplinare dei temi internazionali, sul piano della storia, della storia del pensiero, degli assetti geopolitici, economici, istituzionali e delle relazioni culturali. La struttura didattica e di ricerca del Dottorato sarà perciò formata dai seguenti ambiti scientifici: storia, diritto, economia, filosofia, studi geo-politici, studi culturali e post-coloniali, la cui intersezione assicurerà sia l’impianto scientifico complessivo del dottorato, sia l’articolazione della didattica.

Il progetto nasce dalla convinzione che questa varietà di prospettive sia strumento indispensabile per pensare in modo realmente consapevole e critico i processi del mondo contemporaneo: scomparsa del sistema coloniale e formazione di nuovi assetti in Africa e in Asia; crisi dello Stato-nazione europeo e ricerca di forme politiche; costruzione di istituzioni sovranazionali, anche legate alla tematica dei diritti umani; persistenze e innovazione sul piano degli scenari economici e geopolitici; crisi culturale e filosofica ed emergere di nuovi soggetti, anche dal punto di vista della dimensione di genere.

Linee di ricerca

Il Dottorato in “Studi internazionali”, frutto del convergere in esso di saperi e percorsi formativi assai diversi – precedentemente individuabili in specifici Dottorati di ricerca – ha inteso sperimentare in forma originale la possibilità di incrociare questi saperi e attraverso tale incrocio raggiungere se non nuove definizioni, certo nuove prospettive di studio per quello che è il suo campo tematico di riferimento.

Non c’è dubbio che in questa prospettiva esso viene oggi a ritrovarsi in una ridiscussione più vasta di ciò che si può individuare come “Studi internazionali”, dove, alle tradizionali impostazioni di natura prevalentemente giuridico-diplomatica e storico-politica si sono aggiunte sollecitazioni provenienti da aree socio-economiche, culturaliste, geografiche, antropologiche e filosofiche. Né si deve dimenticare che un Dottorato di “Studi internazionali” nell’ambito di un Ateneo come “L’Orientale” di Napoli non può non riconoscere una tradizionale attenzione alle aree extra-europee per le quali la contaminazione di saperi nel campo degli “studi internazionali” rappresenta non una variante, ma il fondamento stesso della disciplina.

Sono, quindi, oggi in corso, tanto da parte dei Professori afferenti al Collegio dei Docenti, quanto da parte dei Dottorandi, ricerche che toccano le realtà politiche e le realtà urbane dell’America Latina, ricerche che, sul piano giuridico, affrontano la questione della tutela dei diritti umani e, particolarmente, di quei diritti che oggi sono connessi alla condizione di migrante o di profugo, così come sul piano economico vengono affrontate tematiche legate alla globalizzazione delle economie e alla internazionalizzazione dei mercati. Nella prospettiva geografica vengono approfondite analisi sulle trasformazioni nel sistema globale delle dinamiche urbane alle varie scale e degli scambi, dei commerci, dei flussi materiali e immateriali che, peraltro, coinvolgono più specificamente le questioni della mobilità e delle migrazioni. Altresì, nell’ambito degli studi di filosofia e della storia del pensiero la ricerca sviluppa, in particolare, gli aspetti etici, morali ed estetici della globalizzazione. Anche la ricerca storica ha adottato misure “globali” all’interno del Dottorato, legandole in alcuni casi proficuamente a prospettive di “gender studies” o, più in generale, di analisi della condizione femminile. Studi politologici e internazionalisti in senso stretto guardano, invece, all’emergenza di problemi di sicurezza, così nella dimensione inter-statale come in quella della sicurezza interna.

Il confronto di questo lavoro molteplice mira a produrre una nozione condivisa di “studi internazionali” come meta-dimensione dei singoli processi in atto e come forma culturale caratteristica delle esperienze del XXI secolo.

La contaminazione metodologica si rende visibile non solo nel ricco ventaglio dei progetti di ricerca avviati dai dottorandi, ma anche dai percorsi formativi, individuali e collettivi individuati dal Collegio dei docenti. È, infatti, a questa contaminazione che si affida per un verso, l’originalità del Dottorato e, per l’altro, la convinzione dei suoi responsabili e dei suoi partecipanti che essa sia lo strumento migliore per affrontare, una volta davanti al mondo del lavoro, le complesse realtà del mondo contemporaneo.

Offerta didattica

L’Offerta Didattica è articolata nell’arco dei tre anni per consentire il raggiungimento di 36 crediti formativi. Essa presenta al primo anno una preparazione metodologica di base utile alla acquisizione di strumenti metodologici che incrociano i diversi saperi costitutivi del Dottorato.

Nel secondo anno si articola, invece, una didattica tutoriale per gruppi che tiene conto delle esigenze specifiche di formazione che accompagnino i dottorandi nello sviluppo della loro ricerca.

Nel terzo anno lo svolgimento di Seminari dottorali sulle ricerche in corso, presentate dai dottorandi e seguite da Discussant provenienti da Atenei esterni, permette l’incrocio delle esperienze maturate negli ambiti di interesse del ciclo dottorale.

In considerazione della natura del Dottorato è frequente l’utilizzo, da parte dei dottorandi, di periodi anche lunghi di soggiorno all’estero con obblighi formativi concordati con i rispettivi Tutor.

 


Ultimo aggiornamento 08/05/2019