Immagine Ateneo

Norme per l’assegnazione dei fondi di ricerca scientifica di Ateneo

 

LINEE GUIDA

1. Il criterio guida nell’assegnazione dei Fondi di Ateneo destinati alla ricerca è la loro distribuzione ai docenti (ordinari, associati e ricercatori sia tempo indeterminato che a tempo determinato; d’ora in poi: docenti) sulla base della valutazione della loro produttività scientifica a seguito della presentazione di un progetto di ricerca. Possono presentare domanda di finanziamento, senza distinzione, i professori ordinari, i professori associati ed i ricercatori, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato.

2. La valutazione della produttività scientifica non può che seguire – con tutti i limiti che questo comporta – un criterio di natura quantitativa. Rendono, nei fatti, impossibile una valutazione di natura qualitativa – che sarebbe ovviamente sempre la soluzione migliore – due problemi di natura diversa e complementare: la grande varietà di ambiti disciplinari presenti nel Dipartimento, che impediscono a qualsiasi commissione  di avere le opportune competenze specialistiche; la grande mole di prodotti da valutare in un lasso di tempo ristretto.

3. Il criterio fondamentale che deve guidare l’assegnazione dei fondi di ricerca è la massima trasparenza e chiarezza possibile, limitando al massimo interventi di natura discrezionale. Fondamentale è quindi determinare un sistema  di valutazione il più oggettivo possibile.

4. La valutazione dell’attività scientifica dovrebbe privilegiare soprattutto la produzione scritta, in quanto la più solida e quella più oggettivamente documentabile; in secondo luogo la comunicazione orale (limitata all’ambito dei convegni in cui assume un più chiaro assetto scientifico) e l’organizzazione culturale (solo lì dove si esprimano chiare implicazioni di natura scientifica: nuovamente i convegni). Per pubblicazioni si intendono solo i materiali già editi, quindi non quelli in corso di stampa, e si escludono le riedizioni dello stesso testo. Sono considerate pubblicazioni a tutti gli effetti anche i prodotti pubblicati sul web, alla condizione che abbiano una loro collocazione scientificamente riconoscibile: riviste, giornali, siti universitari, siti scientificamente accreditati. Si tende ad escludere, cioè, le pubblicazioni in rete in siti che abbiano un carattere che non appare scientificamente garantito (blog o altre edizioni on-line analoghe).

5. La distribuzione dei Fondi di Ateneo deve essere la più larga possibile fra i docenti del Dipartimento, salvo il caso di chi non raggiunga un livello minimo di produzione scientifica, evitando, però, una assegnazione indiscriminata (a pioggia). L’assegnazione dei fondi viene fatta, dunque, in relazione all’attività scientifica che viene quantificata in fasce di merito. Ai docenti che non raggiungano il punteggio minimo, quale somma totale dei loro prodotti, non può essere assegnata alcune dote. Tali docenti possono però prendere parte alle ricerche di gruppo.

6. I progetti di ricerca che possono essere presentati sono di due categorie: A ricerche individuali; B ricerche di gruppo. Si intendono ricerche di gruppo quelle cui prendono parte almeno 3 docenti del Dipartimento (uno dei tre può essere anche un assegnista di ricerca, in quanto computato dall’Amministrazione centrale nel calcolo della dote finanziaria del Dipartimento per la ricerca).

7. La valutazione della produttività è sempre individuale. Ogni docente è valutato individualmente come soggetto ricercatore, vale a dire che il “valore” complessivo di una ricerca di gruppo deriva dalla somma delle assegnazioni individuali dei singoli componenti (il caso degli assegnisti è diverso in quanto concorrono a formare un gruppo ma non hanno una dote personale, in quanto non nei ruoli dell’Università).

8. Criteri di partecipazione alle ricerche di gruppo. a) chi presenta una ricerca individuale può prendere parte ad una ricerca di gruppo ma non dirigerla; b) chi dirige una ricerca di gruppo non può presentare una ricerca individuale né prendere parte ad un’altra ricerca di gruppo; c) si può prendere parte come componente (ma non dirigerle) a due (e non più di due) ricerche di gruppo senza, in questo caso, poter presentare una ricerca individuale.

9. Assieme ai componenti strutturati possono essere inseriti nei progetti di gruppo anche ricercatori esterni ai ruoli dell’Università, in quanto fruitori del contributo di ricerca. Tali componenti possono essere: dottorandi; dottori di ricerca; docenti di altri dipartimenti; docenti di altre Università; professori a contratto; figure non inquadrate (in questo caso deve essere documentata la loro attitudine alla ricerca con l’indicazione di almeno 3 pubblicazioni negli ultimi tre anni).

10. Nel caso della partecipazione a due ricerche, la dote individuale viene divisa a metà.

11. Per incentivare l’aggregazione nelle ricerche di gruppo si prevede: a) l’assegnazione di un finanziamento aggiuntivo per ciascuna ricerca di gruppo (la cifra generale, da suddividere poi tra i diversi gruppi, corrisponde ad una percentuale del totale del fondo assegnato al Dipartimento dall’Amministrazione centrale); b) i docenti che scelgano di far parte solo di ricerche di gruppo (non come direttore) rinunciando alla ricerca individuale vengono incentivati con una piccola cifra forfettaria (nel caso della partecipazione a due ricerche di gruppo tale cifra viene divisa a metà).

12. Nel valutare saggi e articoli pubblicati sulle riviste non si tiene conto delle Fasce di merito pubblicate dall’ANVUR, per la discutibilità di tali elenchi ed anche per la discutibilità di tale distinzione di merito nell’ambito degli studi umanistici.

13. Nella valutazione della produttività scientifica si tiene conto dei 3 anni solari immediatamente precedenti alla domanda (ad es. per il 2015 gli anni 2014, 2013, 2012).

 

CRITERI E NORME PE LA VALUTAZIONE DELLA PRODUTTIVITA’ SCIENTIFICA 

La valutazione della produttività scientifica viene determinata attraverso un punteggio che viene assegnato a ciascun prodotto. A seguito della somma dei punteggi acquisiti con i diversi prodotti il docente viene inserito dentro una delle fasce e gli viene assegnata la dote per la ricerca.

Nell’individuare i punti da assegnare a ciascuna tipologia di prodotto si è tenuto conto del possibile equilibrio fra tipo di impegno previsto e risultato in modo da evitare di premiare in maniera incondizionata la pura quantità dei prodotti. Vale a dire che non si ritiene che vada premiato solo il numero delle pubblicazioni ma anche la loro tipologia. Si è ipotizzato, così, un punteggio abbastanza alto per i volumi e le edizioni critiche e si sono distinti i saggi per le loro dimensioni, nella consapevolezza che le dimensioni non attestano di per sé della qualità del risultato ma rappresentano comunque un parametro di riferimento.

Nel caso di attività che comportino diversi piani di valutazione per lo stesso prodotto si sono ipotizzati questi parametri:

-  la relazione ad un convegno viene valutata in quanto tale fino a quando non viene editata negli atti, a quel punto si valuta solo il risultato scritto;

-  non può essere attribuito punteggio, per uno stesso prodotto, per più di due voci: ad es. se si è curatori di un volume, se ne scrive l’introduzione ed un saggio, possono essere valutati solo due elementi su tre.

 

VALUTAZIONE DELLE PUBBLICAZIONI

Si considerano pubblicazioni solo i testi già pubblicati (non quelli in corso di stampa). Per le pubblicazioni on-line si rimanda a quanto espresso nelle linee guida.

Per le pubblicazioni è necessario indicare in dettaglio: titolo, luogo, data ed editore; in caso di articolo o saggio su rivista anche i dati editoriali completi della rivista; nel caso di volume collettaneo i dati editoriali completi del volume stesso. E’ indispensabile indicare il numero delle pagine. Nel caso di pubblicazioni sul web che non presentino l’impaginazione convenzionale è possibile indicare il numero complessivo dei caratteri. E’ possibile aggiungere il numero dei caratteri a quello delle pagine, nel caso di testi pubblicati a stampa, nel caso in cui la tipologia di formato comporti una differenza sostanziale rispetto allo standard editoriale che è possibile individuare in 2500 caratteri per pagina. Tutte queste dichiarazioni vengono fatte sotto la responsabilità individuale dei docenti in forma di autocertificazione espressa automaticamente nel momento in cui si presenta il modulo di domanda.

Non è necessario presentare fisicamente le pubblicazioni, è dunque sufficiente il loro elenco. Fanno eccezione i volumi, per verificarne la autorialità individuale, e le edizioni critiche, per non confonderle con la semplice cura della pubblicazione di un volume di altro autore (come può capitare nel caso delle traduzioni). In entrambi i casi la presa di visione diretta del volume garantisce la trasparenza della valutazione.

ATTRIBUZIONE PUNTEGGI

                        a) Volumi  

fino a 90 pagine         punti 21

oltre 90 pagine           punti 25

oltre le 500 pagine     punti 25 + 10

Nel caso di volumi di più autori (che non siano opere collettanee curate dal proponente ma volumi nel senso più tecnico e restrittivo del termine) il punteggio viene diviso per il numero degli autori. 

b)     Edizioni critiche       punti 25

Oltre le 500 pagine    punti 25 + 10

Nel caso di edizioni critiche curate da più autori il punteggio viene diviso per il numero degli autori. 

c)      Saggi

Fino a 5 pagine          punti 2

(recensioni, note, articoli brevi, voci enciclopediche, ecc.)

Da 6 a 10 pagine        punti 4

Da 11 a 30 pagine      punti 5

Oltre 30 pagine          punti 7

(da 31 fino a 80 compresa)

Oltre le 80 pagine      punti 21

Nel caso di saggi che presentino la firma di più autori il punteggio viene diviso per il numero degli autori. 

d)     Traduzioni

Libri                           punti 7

(oltre le 70 pagine)

Saggi o racconti

Fino a 30 pagine        punti 3

Oltre 30 pagine          punti 5

Nel caso di traduzioni che presentino la firma di più autori il punteggio viene diviso per il numero degli autori.

e)      Curatele                    punti 3

Si intende per curatela: la cura di volumi, numeri monografici di riviste, cataloghi, edizioni enciclopediche. Nel caso di più curatori (fino al massimo di 3) il punteggio viene diviso fra i curatori.

f)       Relazioni a convegni                        punti 3

Si valutano solo le relazioni o comunicazioni a convegni di cui venga indicato in dettaglio: titolo della relazione; titolo del convegno; struttura organizzatrice, data e luogo. In mancanza di tali dati il prodotto non può essere valutato.

Sono valutabili non più di 3 relazioni a convegno nel triennio.

Non sono tenute in conto: conferenze, lezioni a vario titolo tenute anche in Atenei diversi, la partecipazione a tavole rotonde, l’introduzione, presentazione o mediazione di incontri.

Nel caso di relazioni a convegni presentate da più relatori il punteggio viene diviso per il numero dei relatori.

g)       organizzazione di eventi culturali             punti 2

Si considera solo la organizzazione di convegni scientifici e non altri tipi di organizzazione culturale, in quanto sembra quella l’occasione in cui il fatto organizzativo presenta una più esplicita caratterizzazione scientifica. E’ valutato solo un convegno nel triennio di cui sia indicata con chiarezza titolo, struttura organizzativa, date e programma. Per organizzazione di eventi culturali si intende l’organizzazione scientifica, non la partecipazione a comitati scientifici o la partecipazione a comitati organizzativi o segreterie organizzative. Nel caso dell’organizzazione di convegni realizzata in collaborazione il punteggio viene diviso per il numero degli organizzatori.

h)      La valutazione è organizzata in 4 fasce di merito: A (8-20); B (21-45); C (46-80); D (81 e oltre).

A ciascuna fascia corrisponde una dote. Ai docenti che non raggiungano il punteggio minimo di 8 punti non è possibile assegnare alcuna dote.

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