News e storie

Storie

Dallo scavo in Sudan al laboratorio al museo Scerrato

Pubblicato il 03/06/2019 scaduto
Dallo scavo in Sudan al laboratorio al museo Scerrato

Missione Archeologica Italiana nel Sudan orientale

Anche quest’anno, nei mesi di gennaio e febbraio si sono svolte le attività della Missione Archeologica Italiana nel Sudan orientale, diretta da Andrea Manzo. Le attività si sono concentrate sul sito di Mahal Teglinos (K1), dove sono proseguite le indagini di un abitato della prima metà del II millennio a.C. e di una necropoli databile tra la metà del III e gli inizi del II millennio a.C. Si è così arricchita la collezione ceramica, che si caratterizza tra l’altro per la presenza accanto ai materiali locali, di importazioni dall’Egitto, dall’Alta e Bassa Nubia e dal deserto Orientale, e la campionatura archeozoologica, archeobotanica e antropologica. È stata inoltre scoperta una nuova necropoli, con sepolture in posizione fortemente contratta e probabilmente risalente alla prima metà del II millennio a.C., fase in cui il Sudan orientale ebbe intensi contatti con il Deserto Orientale. Indagini geoarcheologiche condotte sul sito di UA50 grazie alle analisi sedimentologiche consentiranno di perfezionare la ricostruzione paleoambientale. I campioni esportati sono ora in corso di analisi. Per la prima volta, grazie alla collaborazione con la Harvard University, si tenteranno anche analisi del DNA antico da resti ossei.

I cantieri scuola archeologici in Sudan ed Etiopia

I cantieri scuola archeologici in Sudan ed Etiopia attivati nel quadro delle missioni archeologiche dell’Orientale e dell’ISMEO hanno visto quest’anno il coinvolgimento di nove studenti dei corsi di studio e di dottorato dell’Ateneo, che hanno potuto fare pratica nelle tecniche di scavo e rilievo, nella descrizione e documentazione dei materiali archeologici e bioarcheologici. Gli studenti dell’Orientale hanno lavorato con studenti delle università di Khartoum, Addis Abeba, Aksum e funzionari neoassunti della National Corporation for Antiquites and Museums del Sudan e del Governo Regionale dello Stato di Kassala. L’attività è riconosciuta come tirocinio dai corsi di studio dell’Ateneo.

Dallo scavo al laboratorio

La Missione in Sudan offre opportunità formative agli studenti dell’Ateneo anche in Italia, grazie a un laboratorio di restauro tenuto da Pasquale Musella, del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nel corso del quale si sta facendo pratica ricostruendo due vasi databili al III millennio a.C. rinvenuti dalla Missione in Sudan. A fine restauro, per gentile concessione della National Corporation for Antiquities and Museums del Sudan, i due reperti resteranno per due anni esposti nel Museo di Ateneo “Umberto Scerrato”. Si procederà poi a illustrare agli studenti le tecniche di restauro di manufatti lapidei, operando su una macina in frammenti sempre di provenienza sudanese, e di pulizia di manufatti in metallo, usando per la pratica alcune monete aksumite del III-VII sec. d.C. donate dagli eredi del Prof. Lanfranco Ricci al Museo di Ateneo. Un secondo laboratorio sui reperti ceramici della valle Nilo avrà luogo a partire dalla fine di maggio, sempre partendo dai materiali rinvenuti nel Sudan orientale, regione che per la sua particolare storia vede la presenza anche di importazioni da Egitto, Nubia e Deserto Orientale, e avvalendosi inoltre di materiali ceramici etiopici e eritrei della donazione Ricci.

I nomi degli studenti coinvolti nei cantieri scuola in Sudan e Etiopia sono Gianmarco Melito (Sudan), Enrico Giancristofaro (Sudan), Giusy Capasso (Sudan), Davide Memola (Sudan e Etiopia), Mattia Morselli (Etiopia), Domenico Filosa (Etiopia), i dottorandi Francesco Michele Rega (Sudan) e Eleonora Minucci (Sudan e Etiopia).