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Il dialogo sui beni culturali nelle università. Da Salisburgo a Napoli per un’identità europea

 20/03

Il convegno si inscrive nell'ambito dei progetti finaziati dal Mibac per la promozione dell'anno europeo del patrimonio culturale. L'idea di fondo é porre in evidenza come alcuni paesi, un tempo parte di un unico grande territorio, abbiano continuato a coltivare radici comuni attraverso un dialogo muto, mai interrotto, che ha corroborato la costruzione di un'identita unica, l'identita europea. 

In particolare, in questo convegno, il dialogo è favorito da ideali unitari del patrimonio culturale presente nelle università, qui specificamente nell'Ateneo di Napoli l'Orientale e nell'Ateneo di Salisburgo, laddove testimoni d'onore della conversazione saranno giovani pure chiamati ad intervenire  per aumentare una consapevolezza identitaria unica. Attraverso anche la visione dei beni culturali, si mostrerà cosi l'esistenza di un fil rouge tessuto da un sentire e da culture condivisi spontaneamente ancor prima dell'istituzione dell'Unione europea. Oltre alla disamina, da parte della prof.ssa Papa, della normativa europea, sarà centrale perciò dar voce a quel dialogo tra i beni culturali attraverso le parole del prof. Merlino di Salisburgo, coadiuvato dalla studentessa austriaca Monika Hauer, che dimostrerà, partendo dalle carte geografiche custodite  dalla facoltà di Giurisprudenza a Salisburgo sin dalla fine del sedicesimo secolo, l'importanza della conservazione e valorizzazione come disciplinate dalla "Denkmalschutzgesetz", la legge federale austriaca a tutela dei beni culturali. Questa concezione è comune all'ordinamento giuridico italiano. Attraverso la visita del nostro museo Scerrato si effettuerà  un viaggio nel tempo innanzitutto nella storia del pensiero politico dell’antichità come sarà illustrata dal prof. Luigi Gallo supportato dalla giovane Francesca Fariello. Non solo, ma anche un viaggio tra gli strumenti giuridici di tutela previsti a partire in particolare dalla legge del 1939 per arrivare all’attuale normativa raccolta nel c.d. codice Urbani come ben sarà affrontato nell’introduzione dalla prof.ssa Imparato, promotrice del progetto insieme al prof. Luigi Gallo, coadiuvata dalla giovane Virgilia Fogliame che si concentrerà sugli istituti di repressione del traffico illecito dei beni culturali. In questo quadro giuridico non poteva mancare l'interlocutore istituzionale rappresentato dal soprintendente Luciano Garella. Come avrà modo di sottolineare il soprintendente, la crisi economica degli ultimi tempi sembra tuttavia aver invertito la rotta almeno in Italia dell'importanza della tutela e del ruolo conseguentemente accordato agli enti pubblici innanzitutto statali per favorire un preoccupante processo di privatizzazione. In risposta a questi eventi che stanno cannibalizzando il sistema pubblico di tutela, la prof.ssa Flavia Cuturi affronterà il tema del ruolo dell'antropologia nelle restituzioni dei beni culturali ma sarà soprattutto il prof. Alberto Lucarelli che a conclusione dei lavori della prima mattinata porterà l’attenzione sul problema della "dismissione” del patrimonio culturale e sulla nuova categoria dei "beni comuni”. 

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