Dalla critica libertina al primo Illuminismo: percorsi interpretativi tra filosofia e scienza. Studi e edizione di testi

Responsabile dell’unità di ricerca

Prof. Lorenzo BIANCHI

Abstract

La ricerca intende affrontare alcuni nodi problematici legati all’idea di "critica libertina", intesa come categoria che si forma nella prima metà del XVII secolo recuperando istanze proprie della crisi rinascimentale e cogliendone gli specifici elementi che la determinano. Tale idea di critica propria a quell’arcipelago intellettuale che affluisce entro il libertinismo e che trova una sua più precisa connotazione in riferimento alla Francia del XVII secolo nella categoria di "libertinage érudit" andrà poi considerata non solo in relazione alla tradizione rinascimentale e al permanere di tale tradizione nel corso del XVII secolo, ma anche in rapporto all’eredità lasciata al XVIII secolo e alla sua trasformazione nella nuova categoria di "critica" massa in atto dal pensiero dei Lumi.
L’idea di critica pare agire nel pensiero moderno europeo tra il XVII secolo e la prima metà del XVIII in diversi ambiti conoscitivi relativi non solo alle scienze morali ma anche alle scienze fisiche e irradiandosi in diverse direzioni che spaziano dalla storia alla politica, dalla teologia fino alla medicina o alla fisica.
All’interno di questo quadro di riferimento necessariamente europeo - dove comunque i dibattiti legati all’ambito culturale francese e alla cesura operata dal pensiero cartesiano restano centrali - la ricerca intende approfondire il ruolo di questa categoria di critica sia in ambito filosofico sia in ambito scientifico.
L’unità di ricerca intende approfondire in particolare i seguenti punti:
1) l’indagine di autori francesi del "libertinage érudit" - in particolare di G. Naudé, La Mothe le Vayer e S. Sorbière - e dei loro rapporti con il pensiero di Bayle. L’indagine di questi autori permette di affrontare il ruolo della critica libertina nei suoi vari aspetti relativi sia al naturalismo sia allo scetticismo. Nel caso di G. Naudé andranno riconsiderati non solo i suoi stretti rapporti con la cultura italiana del Rinascimento - Machiavelli e Cardano in particolare - ma anche i suoi legami scientifici e personali non privi di contrasti con Campanella. Il tema della critica scettica e insieme il ruolo del valore morale della storia emerge invece con forza in un autore come La Mothe le Vayer, mentre il pensiero di Sorbière e il suo particolare scetticismo andrà riconsiderato alla luce di rapporti tra naturalismo e politica.
Elementi comuni in ambito politico saranno poi gli esiti assolutisti, con tratti esplicitamente decisionisti, che prevarranno sia in Naudé sia in Sorbière. In questa prospettiva andrà colto anche il ruolo centrale di mediazione esercitato da Bayle tra XVII e XVIII secolo. L’idea bayliana di critica che è al centro del suo "Dictionnaire historique et critique" andrà poi considerata nel punto di convergenza di diverse istanze riprese dalla tradizione scettica come da quella libertina, dal cartesianesimo come dalla critica protestante. Una particolare attenzione verrà data all’indagine della critica dei sistemi filosofici e scientifici secenteschi svolta nelle voci storico-filosofiche del "Dictionnaire".
2) Il nesso critica-scienza nella prima metà del XVIII secolo troverà un punto privilegiato di indagine nel pensiero di Montesquieu. In particolare andranno considerati i rapporti tra critica storica e scienza politica e le relazioni tra la critica alla religione avanzata dal Presidente negli anni venti, non esente da influenze libertine e eterodosse, e le formulazioni sul ruolo sociale della religione e sulla religione come elemento costitutivo de "l’esprit général" esposte ne "L’Esprit des lois".
3) In relazione anche alle competenze di M. Torrini si intendono considerare i nessi tra critica e scienza in un contesto più geo-politicamente connotato: il Mezzogiorno d’Italia lungo l’arco cronologico che dalla ricezione critica del pensiero di Descartes, attraverso il radicarsi dei temi newtoniani, conduce al maturo illuminismo de "l’altra Europa" - per dire con l’ormai classica formula di Galasso -, come elaborato da Genovesi e dalla sua scuola. Tale indagine con al centro la scienza dell’uomo e i nuovi dibattiti scientifici intende anche esplorare una costellazione di testi poco noti (in particolare di L. Tozzi e L. Porzio).
4) Infine il tema della critica religiosa verrà seguito in ambito tedesco nelle relazioni che si delineano nella teologia riformatrice dei neologi di cui è esponente di spicco J.J. Spalding e nei nessi tra critica religiosa e antropologia di cui è momento centrale - e ancora da approfondire - un’opera come "Die Bestimmug des Menschen" edita per la prima volta nel 1748.
La ricerca prevede tra i suoi risultati: una raccolta di studi sul ruolo della critica in Europa tra tradizione libertina e primo Illuminismo in ambito filosofico e scientifico; la messa a punto dell’edizione critica di opere di Montesquieu: "L’Esprit des lois" (l. IV, XXIV e XXV) e alcuni "Extraits et notes de lectures"; una raccolta di studi su temi di critica religiosa tra Montesquieu e Spalding.