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Pubblicazioni

Antonio Pezzano (a cura di), Le pratiche dello Stato in Africa: spazi sociali e politici contestati, afriche e orienti, n. 2-3, 2016

La pubblicazione ha origine dal convegno internazionale “Practices of the State in Africa: Contested Social and Political Spaces”, organizzato a Napoli il 26-27 marzo 2015 nell’ambito delle attività del PRIN “Stato, pluralità, cambiamento in Africa”. Il volume comprende una raccolta di saggi di studiosi internazionali provenienti da diverse aree geografiche e disciplinari, che intendono esplorare come gli attori, gli spazi e le pratiche riconfigurino lo Stato post-coloniale in Africa, analizzando il potere, che governa la conflittualità politica delle realtà locali, nella sua dimensione relazionale. La ristrutturazione degli Stati africani costituisce un paradosso dei processi di governance neoliberale. Le riforme di decentramento e i programmi di governance locale sostenuti dalle agenzie internazionali hanno, da un lato, messo in luce una sovranità debole e porosa dello Stato, soprattutto a livello locale, ma, dall’altro, hanno riportato lo Stato stesso ad avere un ruolo centrale nei processi di interazione e negoziazione politica, attraverso pratiche quotidiane negoziate con attori politici e sociali. Ne consegue spesso una politica (politics) ibrida e politiche (policies) asimmetriche, soprattutto in quegli spazi contestati dove si assiste a un’interazione tra diversi modi di potere. Il focus di questo volume è sulla governance reale dell’informalità come un modo di governo e di relazione politica tra Stato e attori sociali. In questi processi, lo Stato nelle sue diverse stratificazioni rimane luogo centrale, pur non essendone più l’unico, delle relazioni e dei modi di potere. I contributi multidisciplinari che hanno dato vita al colloquio sono tutti basati su ricerche empiriche che interrogano: da un lato, lo Stato nella sua (inter)azione quotidiana con attori politici e sociali in termini di processi di costruzione/negoziazione dello Stato/statualità, della Nazione/nazionalità e della cittadinanza, prestando attenzione alle pratiche e ai discorsi, ma anche alle traiettorie personali; dall’altro, la governance reale con cui si declinano e articolano le nuove nozioni di cittadinanza in spazi urbani più o meno contestati socialmente o politicamente, con un certo rilievo per l’informalità urbana e i complessi e ambigui processi, pratiche, risorse e repertori normativi e governativi con cui le plurali autorità politiche e burocratiche negoziano la statualità con una molteplicità di agenti sociali.

 

Valeria Saggiomo, Soccorrere e governare. Le ONG islamiche e la ricostruzione dello Stato in Somalia, Edizioni Altravista, 2017, 272 p.

Nell’immaginario comune la Somalia è una terra di terrorismo e conflitti. Questo studio pone invece in rilievo il volto costruttivo del Paese e parte dall’osservazione di una società civile organizzata attorno ad istituzioni religiose, le ONG Islamiche; queste sono in grado di generare meccanismi di sviluppo che gradualmente rappresentano isole di stabilità nel conflitto, luoghi di governance nell’ingovernato, fino a diventare la base per un assetto politico-istituzionale solido e partecipativo.  Che caratteristiche hanno le ONG islamiche in Somalia? Che ruolo svolgono in un contesto senza Stato effettivo? Esiste un modello di sviluppo che le ONG islamiche stanno promuovendo?

 

 

Valerio Petrarca (a cura di), Migranti africani di Castelvolturno, numero monografico della rivista «Meridione. Sud e Nord nel Mondo», a. XVI, n. 3, marzo 2016, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, pp. 240.

Quando affermiamo che i migranti sono una risorsa per l’economia, un tesoro per il nostro benessere materiale, diciamo cose vere e accertate; ma, così facendo, non accettiamo anche il primato dell’economia, come lucro egoistico, che tiene sottomessi territori e persone che vorremmo difendere? E dipende dall’altruismo il fatto che poi auspichiamo una distribuzione territoriale più allargata dei migranti? Vogliamo condividere con altri questo privilegio? O vogliamo distribuire equamente un peso? E se fra qualche anno o già subito le statistiche dovessero dimostrare che i migranti sono un «peso» per il nostro benessere materiale, noi cosa risponderemo?

 

 

Sara Borrillo, Femminismi e Islam in Marocco. Attiviste laiche, teologhe, predicatrici, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2017

Quale rapporto lega istanze femministe, politiche di genere e Islam nel Marocco contemporaneo? E come è cambiato negli ultimi decenni e nel periodo successivo alle proteste del 2011? Grazie a una serie di approfonditi focus etnografici, questo libro lascia emergere le voci dirette delle protagoniste del dibattito sui diritti delle donne: dalle attiviste laiche del femminismo storico alle sempre più importanti intellettuali del femminismo islamico, fino alle teologhe e alle predicatrici dell’Islam di stato. In questo scenario, i due principi di uguaglianza di genere e di complementarità di ispirazione islamica vengono risignificati da attori sociali e istituzioni islamiche ufficiali. E, nel solco del fermento politico e culturale innescato dal Movimento del 20 Febbraio, si intravedono possibili sinergie.

  
 

 

 Arianna Lissoni e Antonio Pezzano, The ANC between Home and Exile. Reflections on the Anti-Apartheid Struggle in Italy and Southern AfricaUniversità degli Studi Napoli "L’Orientale" - Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo, Il porto delle idee, 2015

 The ANC between Home and Exile is a collection of essays by South African and Italian scholars and activists originally presented at a conference held in Naples in November 2012 to commemorate the ANC centenary. One of its aims is to reflect historically on the different experiences of the ANC and the struggle against apartheid both in South Africa and in exile, particularly in the Italian context that has been under-represented in the historiography. This imbalance projects the erroneous impression that a country like Italy played only a marginal role in supporting the peoples of southern Africa in their connected struggles against colonialism, white minority rule and apartheid oppression and exploitation. The book thus seeks to accord a more central place to Italy, both as a site from where the ANC operated in exile, and as a key centre of international solidarity. The chapters in the book cover a number of themes in the history of the liberation struggle that span the Italian, South African and African contexts, the relationship between apartheid, exile and artistic creation, and some of the individual experiences of the Italian solidarity with the anti-apartheid struggle. Rather than viewing these as discrete topics, the anthology attempts to bring these various contexts into dialogue by viewing them as part of the same continuum. The book is directed at scholars of southern African history and politics, political commentators, and activists and a broader readership with an interest in South Africa’s liberation struggle.

           

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