Osservatorio Hate Speech Online

Osservatorio
Hate Speech Online

Partendo dal presupposto che i discorsi d'odio sono una forma di crimine che resiste a molteplici strategie di prevenzione, l'Osservatorio mira ad identificare, elencare e investigare i discorsi d'odio online contro specifiche comunità.

Il bullismo informatico e i tweet sessisti, le fake news presenti sui social media e un sentimento generalizzato di intolleranza nei confronti di migranti, minoranze etniche, donne, persone LGBTIQ+, persone obese, per citarne alcuni, alimentano l'odio online. L'Osservatorio si propone quindi di indagare e combattere il fenomeno dei discorsi d'odio online e del cyber-bullismo con lo scopo di identificare e decostruire una comune "grammatica" linguistica e semiotica dell'odio diretta contro gruppi minoritari online. L'Osservatorio si propone di esaminare le strategie semiotiche ricorrenti che vengono impiegate per diffondere e perpetuare discriminazioni nei confronti di qualsiasi forma di diversità sociale. Attraverso lo studio dei principali meccanismi di costruzione dell'odio online, l'Osservatorio mira inoltre allo sviluppo di un modello multi-semiotico che aiuti linguisti ed educatori ad impegnarsi in modo pratico e attivo nella lotta contro i discorsi d'odio online e il cyber-bullismo.

L'Osservatorio ha lo scopo più ampio di affrontare questioni importanti nel tentativo di riequilibrare l'ago della bilancia fra libertà di parola e aggressione linguistica. I commenti di odio da parte degli utenti online spesso provengono da notizie amplificate, distorte o false, create e diffuse dalla disinformazione sui social media riprodotta da gruppi policitizzati, che comprendono utenti altamente conservatori o razzisti. In questo contesto, il gruppo di lavoro si propone di contribuire alla creazione di un archivio di dati raccolti che include istanze prodotte online per la creazione di una grammatica dell'odio contro gruppi minoritari.



 


Ultimo aggiornamento 30/11/2020