Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale

Progetti ammessi al finanziamento del XXXIV Ciclo

VENTRIGLIA Maria

Pubblicato il 30/01/2019

DOTTORANDO: VENTRIGLIA Maria

COORDINATRICE: CIOCCA Rossella

TUTOR: DE MEO Anna

 

La proposta progettuale intende applicare le potenzialità dell’educational computer gaming (edugame) al supporto dello sviluppo del bilinguismo di seconde generazioni di cinesi in età prescolare in Italia. Con l’edugame il gioco va oltre il diver

timento e diventa uno strumento di apprendimento/insegnamento utile ai singoli utenti come pure alle istituzioni scolastiche e alle comunità. I cinesi costituiscono da anni la terza comunità per numero di soggiornanti tra i cittadini non comunitari presenti in Italia e mostrano caratteristiche socio-demografiche che indicano una tendenza alla stabilizzazione. L’aumento della quota di titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo, non soggetto a rinnovo (51%), l’equilibrio di genere (donne 49,6% - uomini 50,4%) e la strutturazione in nuclei familiari costruiti in Italia o ricostruiti attraverso ricongiungimenti, marcano la scelta di vivere la propria vita nel Paese di arrivo. La comunità cinese è piuttosto giovane (45,6% < 30 anni) e i minori rappresentano il 25,7% del totale degli appartenenti alla comunità. La maggioranza dei bambini e ragazzi cinesi (87%) è nata in Italia e la loro presenza nella scuola è progressivamente in aumento: nell’a.s. 2016/17 rappresentano il 7,8% della popolazione scolastica non comunitaria nel suo complesso. Il numero è maggiormente aumentato nelle scuole secondarie (+11%), a seguire la scuola primaria (+9%) e solo ultima la scuola dell’infanzia (+4,5%). I più piccoli frequentano scuole cinesi o sono dati in affido a famiglie italiane, pratica piuttosto diffusa nell’area vesuviana, o vengono mandati in Cina dai nonni fino all’età della scuola primaria. Linguisticamente queste seconde generazioni mostrano gravi lacune nello sviluppo di un bilinguismo equilibrato e armonioso, presupposto di un inserimento attivo e partecipativo nella società di arrivo e di autonomia nei rapporti con il Paese di origine. A differenza di una persona adulta, che ha sviluppato adeguatamente competenza in una lingua nativa e sceglie consapevolmente di imparare una seconda lingua, i figli di immigrati si ritrovano a dover gestire due complessi sistemi linguistici, spesso senza adeguato input e con possibile insuccesso scolastico. Le due lingue possono essere acquisite simultaneamente, come due lingue materne, o in maniera consecutiva, dunque come L1 e L2. Nel caso di bilinguismo simultaneo i due sistemi possono non svilupparsi in perfetta sincronia, con la dominanza di una delle due lingue causata dalla qualità e quantità di input proveniente dall’ambiente. Allo stesso modo, nei bambini bilingui consecutivi, spesso nati all’estero, una mancata scolarizzazione nella prima lingua e una maggiore quantità di input nella seconda lingua possono portare al cosiddetto “logorio linguistico”, con perdita della lingua materna e conversione in lingua dominante della L2. Affinché il bilinguismo possa avere un beneficio, è necessario che in entrambe le lingue si possa raggiungere un buon livello di competenza.