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Individuato terzo Tempio Solare ad Abusir 

Pubblicato il 02/08/2022
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I resti di un edificio, probabilmente uno dei quattro Templi solari della V Dinastia non ancora documentati archeologicamente, sono stati portati alla luce ad Abusir.

La missione archeologica congiunta italopolacca che lavora nel Tempio solare del re Niuserre ad Abu Ghurab, a nord di Abusir, ha scoperto i resti di un edificio in mattoni crudi che giace sotto il tempio in pietra. Gli studi preliminari indicano che potrebbe trattarsi di uno dei quattro templi solari perduti risalenti alla V Dinastia e conosciuti dalle fonti storiche. Il dottor Mustafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha dichiarato che gli scavi saranno completati nel sito per rivelare di più su questo edificio.

Il dottor Mustafa Waziri ha anche affermato che ai resti dell'edificio appena scoperto si accedeva attraverso un ingresso monumentale costruito in calcare, che conduceva, a nord, ad un'area adibita a magazzini e, ad ovest, ad un ampio cortile pavimento in fango battuto. Ad ovest di quest’ultimo sono stati trovati anche alcuni grandi blocchi di quarzite, con facce levigate, incastonati sotto il pavimento del Tempio solare di Niuserre.

Il dottor Ayman Ashmawy, capo del settore delle antichità egiziane presso il Consiglio Supremo delle Antichità, ha affermato che i resti dell'edificio scoperto indicano che era costruito con mattoni crudi e che fu parzialmente distrutto da Niuserre per costruire il proprio tempio, sottolineando che nel sito sono stati scoperti molti vasi in ceramica, che potrebbero essere stati utilizzati nei rituali di fondazione. Tra questi, particolarmente
importanti sono quelli rinvenuti nell'angolo nord-orientale del tempio di Niuserre, sotto le fondazioni in pietra dello stesso tempio.

Da parte sua, il dottor Mohamed Youssef, direttore dell’Ispettorato delle Antichità di Saqqara, ha affermato che i depositi di fondazione sono stati trovati a livello del muro di mattoni crudi del tempio più antico e consistevano principalmente in giare per birra, ma anche in Meidum bowls e red-slipped-ware.

La professoressa Rosanna Pirelli, direttrice della missione per l’Università di Napoli L’Orientale, ha affermato che sono stati ritrovati anche diversi frammenti di cretule con impronte di sigilli recanti nomi reali. Tra questi, figura il nome del faraone Shepseskare della V Dinastia, sul quale si hanno poche informazioni: le attuali scoperte potrebbero indicare una sua presenza ed attività presso il sito ciò potrebbe cambiare la nostra conoscenza della storia di questo re e della quinta dinastia in generale. Il Dottor Massimiliano Nuzzolo, direttore della missione per parte dell'Accademia delle Scienze di Varsavia, ha confermato che la missione completerà presto il suo lavoro, nel tentativo di portare alla luce completamente l'antico tempio e svelare altri segreti su questo edificio.


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