Convegno internazionale "Translating Virginia Woolf"

Translating Virginia Woolf

a cura di Oriana Palusci

Sala Conferenze Palazzo Du Mesnil
Napoli, 27-29 ottobre 2010


  Virginia Woolf è senza dubbio una delle autrici inglesi più note e tradotte. Attraverso la traduzione delle sue opere, il suo linguaggio ha segnato –e talvolta introdotto— il discorso femminista in vari paesi. Tradurre le sue opere ha significato non solo la diffusione delle sue idee, ma anche l’inscrizione in un’altra lingua di frasi ed espressioni che formano una sorta di ‘vocabolario e grammatica del femminismo’. Il punto di partenza sono i volumi The Reception of Virginia Woolf in Europe, a cura di Mary Ann Caws e Nicole Luckhurst, pubblicato nel 2002, che affronta i problemi della ricezione delle opere di Virginia Woolf in vari paesi europei – tra cui Francia, Germania, Spagna, Danimarca, Polonia, Svezia, Grecia e, naturalmente, Italia– e Woolf across Cultures, a cura di Natalya Reinhold (2004), che si sofferma invece sulla diffusione e la fama di Woolf nei paesi asiatici (dalla Turchia al Giappone).
Il Convegno internazionale Translating Virginia Woolf ha l’obiettivo di esplorare le traduzioni in diverse lingue della narrativa e della saggistica dell’autrice novecentesca, sia a livello socio-culturale sia linguistico. L’ausilio dei recenti studi su traduzione e gender (Luise von Flotow, Translation and Gender, 1997 e Sherry Simon, Gender in Translation. Culture and Identity and the Politics of Transmission, 1996) sarà indispensabile.
In Italia, la traduzione della prosa ‘lirica’, sperimentale, rigorosa e puntigliosa di Virginia Woolf ha portato a soluzioni spesso frettolose e insoddisfacenti, quando non addirittura poco rispettose del testo originale. Pertanto, le giornate di studio intendono vagliare alcune traduzioni woolfiane in più lingue, al fine di compararle proficuamente e, laddove necessario, proporre nuove soluzioni traduttive. L’analisi contrastiva tra più versioni nella stessa lingua si concentrerà su alcuni romanzi woolfiani, in particolare su Mrs. Dalloway e Orlando e sul saggio femminista A Room of One’s Own.
Le tre giornate previste saranno divise per tematica e lingua d’arrivo, contemplando la partecipazione di esperti woolfiani italiani e stranieri, al fine di analizzare in pratica anche le scelte traduttive operate dai traduttori e dalle traduttrici appartenenti a lingue e culture differenti. Una sezione sarà dedicata agli scrittori e alle scrittrici che si sono cimentati nella traduzione dell’opera woolfiana come Louis Borges, Silvina Ocampo e Anna Banti.
Durante il Convegno, sarà organizzato un Laboratorio di traduzione per studenti, dottorandi e giovani studiosi, in modo che possano cimentarsi in prima persona con la sfida traduttiva dei linguaggi di Virginia Woolf.