Lingue e testi delle riforme cattoliche in Europa e nelle Americhe (secc. XVI-XXI)

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CONVEGNO INTERNAZIONALE

4 - 6 novembre 2010

LINGUE E TESTI DELLE RIFORME CATTOLICHE IN EUROPA E NELLE AMERICHE (SECC. XVI-XXI)

Il cristianesimo nasce come predicazione della parola evangelica e, per il ruolo centrale attribuito al proselitismo, assegna un valore essenziale alle lingue in cui si espongono le verità di fede. La Chiesa cristiano cattolica, d’altro canto, ha sempre trovato nella comunicazione diretta con i fedeli il mezzo più efficace per continuare la propagazione del proprio credo al di là di ogni ostacolo o confine temporale. Ciò ha favorito l’intrecciarsi della sua storia con le storie linguistiche di molti paesi occidentali e ha incoraggiato una produzione di testi in grado di forgiare nei secoli mentalità e sentire comuni.
Per quanto riguarda l’Italia, in particolare, la comunicazione della Chiesa con il popolo ha agevolato, fino al sec. XV, l’affermarsi dei volgari nella scrittura, mentre negli anni successivi alla prima metà del Cinquecento ha contribuito alla diffusione di un italiano divenuto lingua della penisola proprio negli anni in cui si compiva la riforma del Concilio di Trento.
Processi analoghi, anche se intrecciati con storie diverse, si ritrovano in quasi tutti i paesi dell’area cattolica d’Occidente e non per nulla studi numerosi sono stati prodotti su lingue e testi della comunciazione religiosa anche in Spagna, Francia, Ungheria o, a partire dalle vicende missionarie, nel Nord e Sud dell’America.
Il Convegno che qui si propone vuole favorire lo scambio e il confronto tra queste molteplici realtà di storia e di studio, cercando di circoscrivere per ognuna di loro le strategie di scrittura e di comunicazione adottate dalle tante riforme della Chiesa. Si è scelto, infatti, di parlare di riforme, perché molti sono stati i passaggi storici in cui la Chiesa, cogliendo sempre il sentire mutato dei fedeli, ha promosso innovazioni importanti e profonde. Una svolta essenziale è stata sicuramente segnata dal Concilio di Trento che, nell’opporsi all’irrompere della riforma protestante, ha avviato la riforma cattolica di più vasta portata ed estensione. Non meno rilevanti, tuttavia, per lo slancio dato alle strategie comunicative, agli scritti di argomento religioso, alla letteratura spirituale e di impronta cattolica, sono stati alcuni avvenimenti cruciali come la nascita degli Ordini mendicanti, il movimento dell’Osservanza, l’innovazione nell’oratoria sacra e nella catechesi del Settecento, il rapporto instaurato con la politica degli stati nazionali, il Concilio Vaticano II.
Il Convegno intende concentrarsi in particolare su questi ultimi passaggi, su quelli cioè che hanno segnato la storia intercorsa tra gli anni della riforma tridentina e quelli successivi al Concilio Vaticano II. Per ogni svolta di quest’arco temporale saranno sviluppati, in particolare, i temi seguenti:

  • le traduzioni della Bibbia (sia le trasposizioni delle Scritture precedenti l’Indice dei libri, tra XV e XVI sec., sia le traduzioni parziali, soprattutto dei Vangeli, rintracciabili nella predicazione e, con l’avanzare dei secoli, nella liturgia, fino alle traduzioni più recenti, successive al Concilio del 1962-65);
  • la predicazione (predicazione cittadina e dei grandi cicli, predicazione missionaria, caratteri dell’oratoria e della lingua, nessi con la letteratura);
  • la catechesi (il ruolo dei catechismi nell’insegnamento delle lingue e della scrittura, le lingue dei catechismi, catechismi in versi);
  • la letteratura religiosa (letteratura spirituale, mistica, testi religiosi di mano femminile, narrativa edificante).

Il Comitato scientifico

Rita Librandi, prof. di Storia della lingua italiana e di Linguistica italiana
Marina Zito, prof. di Letteratura francese e presidente del Centro di Studi canadesi società e territori
Augusto Guarino, prof. di Letteratura spagnola e preside della Facoltà di Lingue e letterature straniere
Amedeo Di Francesco, prof. di Lingua e letteratura ungherese