Sessioni e tavoli

Negli ultimi decenni del Novecento gli studi teatrali hanno vissuto un passaggio decisivo. Dopo una lunga fase di rivendicazione di dignità e autonomia rispetto agli altri campi del sapere umanistico, hanno incontrato, nelle direzioni urgenti e recenti della storiografia, prospettive e ragioni di centralità rispetto alle riflessioni dominanti su comunità, identità, memoria e processi simbolici. La “svolta performativa” che ha caratterizzato l’intersezione di storiografia e antropologia, e le tendenze che si ascrivono ai memory studies, al new historicism o, in termini ancora più generali, ai cultural studies, convergono sulla rilevanza delle tradizioni non scritte, dei comportamenti rappresentativi, dell’espressione corporea come fattori determinanti per lo studio degli uomini nel tempo. Peraltro, la storiografia teatrale che ha proceduto per dati concreti e particolari, privilegiando il ritorno alle fonti, ha mostrato che il metodo si definisce in corso d’opera, storicizzando specifici ambienti e contesti, nonché mettendo in valore, nella lunga durata, le differenze più che le analogie.

Un’apertura virtualmente inesauribile dei territori e dell’orizzonte degli archivi si schiude nel momento in cui è maturata la consapevolezza della specificità del rapporto tra i depositi documentali e la memoria viva del teatro, delle sue durate e delle sue tracce. L’insieme delle attività e delle forme che chiamiamo teatro, accostato ai criteri di attenzione dei saperi e dei metodi che si definiscono attualmente storia, introduce a nuove dimensioni e nuovi campi dell’osservazione e del discorso su passato e presente.

Nelle tradizioni e nelle visioni degli studi teatrali italiani, molte esperienze contengono premesse intrinseche ed eredità necessarie al dibattito tra scuole e tendenze internazionali. Dal positivismo al percorso di Croce, da Apollonio agli orientamenti degli studi demologici e della “nuova storia” del teatro, l’originalità dei sostrati e delle impostazioni ideologiche e scientifiche ha plasmato una configurazione di costanti e di fratture che aiuta a ritrarre una fisionomia teatrale nazionale e a confrontarla con gli orizzonti globali degli studi contemporanei sulla performance.

Su questo quadro, va a incastonarsi oggi, problematicamente, il tema della relazione fra la storiografia degli spettacoli e la storiografia, per così dire, assoluta, che ormai si confronta con una serie di operazioni, che mirano, per esempio, a riqualificare l’impianto della cronologia (Le Goff) o a insinuare nozioni come quella di “secolo breve”, che scuotono le sicurezze di un apparato consolidato e tradizionale, aprendo la narrazione storica a un revisionismo (non certo quello dei “negazionisti”), che è senz’altro fecondo, ma anche destabilizzante per lo studio e l’inquadramento di eventi e documenti. Fare il punto su questa crisi della storia, a livello nazionale e internazionale, è uno degli obiettivi non secondari di un incontro, che peraltro mira a far colloquiare la diversità e l’originalità delle scuole e degli approcci.

 

TAVOLI PARALLELI

 

Drammaturgie teatrali e performative

Coordina: Gerardo Guccini

La storiografia teatrale ha approfondito le interazioni fra pratiche sceniche e scrittura drammatica, seguito e indagato il prodursi di drammaturgie essenzialmente performative, e riconosciuto come la processualità contemporanea tenda e rigenerare modi e funzioni della composizione testuale. Obiettivo del tavolo di discussione è raccogliere pareri e confronti intorno a questi oggetti di conoscenza distinti, ma anche per più versi tangenti.

 

Rappresentazione e partecipazione: il teatro politico, educativo e sociale

Coordina: Claudio Bernardi

La storia e la storiografia del teatro alla luce della partecipazione politica del cittadino. Teatro e cittadinanza come pratiche performative nella costruzione della comunità. L’arte della rappresentazione e rituali del potere. Le forme teatrali, le manifestazioni celebrative e antagoniste di collettività, comunità, gruppi. Il teatro come strumento di educazione etica e civile. Teorie e pratiche per la cittadinanza attiva. La funzione del teatro negli eventi sociali e politici. Il teatro come strumento di cura, ricostruzione, terapia e formazione dell’individuo, dei gruppi, delle collettività. Il teatro sociale e di comunità.

 

Storia e storiografia del teatro antico e di Antico regime

Coordina: Stefano Mazzoni

Nei tempi lunghi della storia, la storia del teatro è storia a-centrica ed eversiva. Storia globale. Storia di un sistema di processi e di relazioni. Storia fondata sull’interrogatorio incrociato di fonti, testi e documenti. Sulla reinvenzione costante dei campi d’indagine e sulla conoscenza affilata della storiografia. Storia di contesti: politici, culturali, artistici, performativi. Storia di persone, di istituzioni e di spazi da studiare mediante una serie di snodi concreti.

 

Questioni e metodi della storiografia teatrale

Coordina: Roberto Ciancaralli 

Geografia e storia delle scuole in Italia dagli anni settanta, a partire dalla definizione della disciplina. "Parabole" delle metodologie (storia del teatro come storia globale), delle categorie (es. la festa), dei modelli (le sapienze pragmatiche), degli approcci (la semiologia, l’antropologia). 

 

Origini e percorsi della storiografia teatrale. Culture spettacolari comparate

Coordina: Daniele Vianello

La storiografia teatrale, sin dalle sue origini, sembra disperdere i tratti costitutivi di una “storia delle letterature teatrali d’Europa”, inglobando culture spettacolari "diverse" ed eterogenee: ad esempio, la danza e le esperienze di teatro orientale, considerate come necessariamente sottratte a un riferimento letterario. Gli sviluppi successivi sono storia recente, nella vicinanza o nella distanza dalla “letteratura”, nell’affermazione di un’idea di teatro inteso sempre più come esperienza plurima, autonoma e specifica. 

 

Studiare la regia. Intorno a una nozione plurale.

Coordina: Federica Mazzocchi

Quali sono le parole chiave che hanno orientato gli studi sulla regia teatrale? Come si sono evoluti il dibattito storico-critico e le relative categorie concettuali per discutere un fenomeno così sfaccettato e problematico? Come sono cambiati gli strumenti storiografici di fronte a una nozione dai confini mobili e dall’identità plurima? Il tavolo si propone di mettere a confronto scuole e sguardi diversi per fare il punto su quale regia è stata pensata ieri, e quale regia pensiamo oggi. 

 

Norme e forme della recitazione

Coordina: Anna Sica

Parte della storiografia teatrale, che oggi si interroga entro l’orizzonte più vasto della “crisi della storia”, dovrebbe prendere in considerazione le fonti costituite da quelle pratiche, che hanno determinato gli stili di recitazione e la loro trasmissione, che pure hanno lasciato tracce riconoscibili. Uno dei compiti della storiografia teatrale, per quanto riguarda la recitazione, non può non essere che il recupero delle norme che hanno definito le differenti forme di recitazione. Si discuterà ad ampio raggio delle norme e forme di recitazione sulle quali si è retto il teatro italiano ed europeo dal tardo Settecento alla prima metà del Novecento.