Witold Gombrowicz (1904-1969), uno dei più grandi e provocatori autori polacchi del XX secolo, ha attaccato ferocemente Dante Alighieri nei suoi "Diari" (anni '60), descrivendo la "Divina Commedia" come un'opera "mostruosa", "noiosa" e "inautentica".
L'autore polacco, noto per il suo stile provocatorio e l'avversione per le forme letterarie rigide, vedeva in Dante il simbolo di una cultura accademica e devota che soffoca la vitalità dell'arte. Il pamphlet contro Dante, che all'epoca generò scalpore in Italia e nel mondo letterario, fu un tentativo di abbattere il "titano" per difendere un'arte più libera e meno strutturata.
Giovanna Tomassucci, professoressa associata di Lingua e letteratura polacca dell'Università di Pisa, dialogando con Guido Maria Cappelli, professore associato di Letteratura italiana presso il nostro Ateneo, fornirà una spiegazione di cosa si cela dietro l'intento provocatorio di Gombrowicz.