L’Orientale ricorda Biagio de Giovanni, professore emerito ed ex Rettore

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Il giorno 22 aprile ci ha lasciati il prof. Biagio de Giovanni, emerito dell’Ateneo e accademico linceo. Il prof. de Giovanni era nato a Napoli nel 1931, e avrebbe compiuto tra breve 95 anni.

Laureatosi in Giurisprudenza alla Federico II e divenuto ordinario giovanissimo, dopo diverse esperienze nelle università di Bari e di Salerno, De Giovanni era arrivato all’Orientale alla metà degli anni Settanta del Novecento, come docente di Storia delle dottrine politiche (in seguito anche Filosofia della politica). Nella Facoltà di Scienze politiche dell’Orientale, allora di recentissima costituzione, contribuì all’organizzazione generale di un insieme di studi relativi alla realtà politica e sociale europea, asiatica e africana, che rappresentava un unicum nella realtà universitaria dell’epoca e che, nella sua continua ricerca di esperienze che mettessero in connessione ricerca teorica e prassi politica e organizzativa, lo incuriosiva non poco. In questa facoltà è stato tra l’altro il primo titolare della cattedra Jean Monnet di Storia e politica dell'integrazione europea attiva nella città di Napoli. 

Nel breve periodo del suo Rettorato (non completò il suo mandato triennale per la sua elezione al Parlamento europeo nel 1989) usò la sua profonda conoscenza della realtà napoletana e campana per impostare una politica di modernizzazione dell’Orientale, contribuendo tra l’altro in maniera decisiva al recupero del patrimonio fondativo nell’agro ebolitano e imprimendo una forte accelerazione al complesso progetto di restauro di Palazzo Corigliano, per il quale furono necessari quindici anni di lavori dopo l’acquisizione al patrimonio dell’Orientale avvenuta nel 1977.

Partecipò, insieme ad altri rettori italiani ed europei, alla redazione della Magna Charta Universitatum, avvenuta nel corso di un grande incontro internazionale convocato dall’Università di Bologna nel 1988 in occasione del 900° anniversario della fondazione. Il documento, nel quale si incoraggia il rinsaldarsi dei “legami fra le Università europee”, pur essendo “aperto, per l'universalità della sua ispirazione, anche all'adesione delle Università extraeuropee", è alla base del ‘Processo di Bologna’ (le università firmatarie della Magna Charta a oggi sono 660, appartenenti a 78 Paesi).

Essendo state, alla fine degli anni Ottanta, semplificate le relazioni internazionali che permettevano ai rettori degli atenei italiani di firmare direttamente (cioè senza specifiche procedure di approvazione ministeriale) accordi con i loro omologhi stranieri, de Giovanni si recò nel 1989 in Cina per firmare i primi quattro accordi tra l’Orientale e altrettanti atenei cinesi. Si era nel pieno degli avvenimenti di Tien An Men e il Partito comunista italiano (nella cui Direzione nazionale il professore era stato chiamato proprio in quell’anno) avrebbe preferito maggiore prudenza. Anche in quell’occasione emerse l’autonomia intellettuale di uno studioso e di un protagonista che ha sempre anteposto la visione istituzionale alle direttive di partito. Con il PCI nel 1989 e con il PDS nel 1994 fu eletto per due mandati consecutivi nel Parlamento europeo, divenendo nel secondo mandato Presidente della Commissione istituzionale dove in brevissimo tempo conquistò la stima e l’ammirazione di tutti i componenti.

Mentre rimandiamo a sedi più specifiche il commento della sua imponente produzione saggistica e della rilevante posizione che ha rivestito per decenni nel panorama filosofico italiano, sembra doveroso qui ricordare che i suoi pensatori di riferimento sono stati Karl Marx e Antonio Gramsci, anche se il filosofo che lo ha maggiormente attratto è stato Hegel che – come scriveva lui stesso – «più di tutti ha rappresentato l’immagine della coscienza europea moderna». Altri autori prediletti sono stati Baruch Spinoza e il filone speculativo e, insieme, civile della «filosofia meridionale» ed europea di Bruno, Vico e Croce (si veda Libertà e vitalità. Benedetto Croce e la crisi della coscienza europea, che sviluppa la prolusione dell’anno accademico 2016-2017, Il concetto speculativo della libertà in Benedetto Croce, tenuta nella sede dell’Istituto italiano per gli studi storici il 21 novembre 2016).

Last update: 23 April 2026